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Il reddito di cittadinanza – Giuseppe Bronzini

bronzini-300x430Il venir meno della promessa del lavoro per tutti (mito degli anni Cinquanta) e l’affermarsi di condizioni lavorative saltuarie per una quota crescente di popolazione pone il problema di come assicurare a tutti condizioni di vita dignitose. Il tema è quello del “reddito di cittadinanza” o “reddito garantito” o basic income, cioè di un reddito adeguato assicurato dallo Stato a tutti i cittadini (o, quantomeno, a chi si trova in condizioni economiche al di sotto di standard predeterminati). La soluzione, molto discussa a livello teorico, è oggi adottata, con diverse modalità ed estensione, in tutti i Paese europei con l’eccezione di Italia, Grecia e Ungheria. Sui fondamentali etici e politici del reddito di cittadinanza e sulle sue realizzazioni in Europa è utile soffermarsi nel momento in cui la questione si sta finalmente ponendo anche in Italia, nonostante la crisi o, più esattamente, proprio per il crescere della crisi economia e sociale.

Giuseppe Bronzini, magistrato, consigliere presso la sezione lavoro della Corte di Cassazione, è componente del Comitato scientifico della Fondazione Basso e socio fondatore dell’Associazione Basic income network Italia.
Tra i suoi numerosi scritti, che meritano il loro spazio, si segnala questo saggio, o archivio storico, riguardo la proposta del BIN per l’Italia e l’Europa. Più precisamente, in cosa consiste questa proposta? Chi fa parte del comitato italiano, europeo e mondiale? Quanto utopistica si può definire questa proposta? Dubbi palesi che verranno sciolti man mano con straordinaria perspicacia e devozione.

Andando con ordine. Già dall’introduzione si percepisce l’idea che il tema non vuole essere una semplice infarinatura generale buttata lì, senza arte né parte, bensì un crogiolo, un pentolone – à la Asterix e Obelix -, nel quale puntualmente vengono aggiunte idee, suggerimenti, iniziative.
‘Una genealogia del diritto alla sussistenza riporta lontano’ – scrive Bronzini. Nell’antica Grecia il symbolon era la tessera da esibire per partecipare alla distribuzione pubblica di beni, così come ricevere la razione di grano era la migliore prova di affrancamento nella Roma repubblicana; una specie di quota universale per tutti. Il filo rosso della rivendicazione di un’eguaglianza di base tra i cittadini si dipana fino a trovare l’idea di uno ius existentiae nell’Utopia di Thomas More (che nel 2016 compierà cinquecento anni), passando per le prime Costituzioni italiane – della Repubblica cisalpina e cispadana, di ispirazione napoleonica – ove richiama il dovere dell’uomo di “illuminare e istruire gli altri”, per arrivare ai mitici anni Settanta del XX secolo e successivamente ai giorni nostri quando verranno rivisti gli “Obiettivi e politiche dell’Unione europea”.

Qui tutti i riferimenti: www.bin-italia.org
Dunque non resta che leggerlo.

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