Recensioni

La vedova Van Gogh

L’autore Camilo Sánchez è nato a Mar del Plata e vive a Buenos Aires. Giornalista e poeta, ha collaborato con le più prestigiose testate argentine – da «Página 12» a «Clarín» a «Ñ» – sia in qualità di redattore che scrivendo reportage da tutto il mondo. Attualmente dirige «Dang Dai», rivista di scambio culturale tra Argentina e Cina.
«La vedova Van Gogh» – il suo primo romanzo – nasce per caso durante una lunga permanenza a New York, dove, guardando un documentario della BBC, rimane colpito da un’immagine di Johanna Van Gogh-Borger, citata superficialmente come depositaria dei quadri e della numerosa corrispondenza tra i due fratelli.

Il libro però è molto di più. C’è la carica emotiva e vitale di una moglie che vede perdere giorno per giorno il marito Theo, fratello di Vincent, caduto in una feroce depressione causata dall’assenza, con la morte di quest’ultimo, e negazione del vuoto creatosi intorno a lui. Attraverso l’accettazione della doppia assenza, la condizione economica precaria e la solitudine nel crescere ed educare il piccolo figlio orfano di padre e zio, la porterà verso una riscossa sociale, prima, e artistica poi, portandone il mondo a conoscenza – mediante la cura e conservazione della vasta gamma di disegni, schizzi e dipinti -.
Apre una locanda in campagna, fa arrivare da Parigi i quadri di Van Gogh. Dal soffitto al pavimento, li appende con pochi mezzi a disposizione in ogni stanza: è il suo piccolo omaggio all’artista che sognava «una repubblica del colore», il primo museo segreto.
Di giorno Johanna accoglie gli ospiti, cresce suo figlio. Di notte apre la valigetta che per Theo era sacra e si immerge nelle lettere di Vincent. Annota parole, isola passaggi di pura poesia. Trova meravigliose descrizioni di paesaggi che, pur non avendone mai visto la rappresentazione, se lo immagina perfettamente.
Poi il vento gira, vengono i buoni incontri, gli incroci fortunati; il tempo corre, vola, le mostre si moltiplicano e Vincent van Gogh entra nella storia.
Johanna, finalmente, può camminare guardando il cielo dopo la pioggia, respirare leggere, aprire altre porte.

Una storia vera, bellissima, mai raccontata. La storia della donna che ha consegnato al mondo l’arte di Vincent van Gogh.

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