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Le origini del blocco.

We are absolute beginners.
David Bowie.

“L’uomo è agente della sua nascita e a causa di essa, nonché del suo stesso agire”, impeccabilmente Hannah Arendt. Agire inteso come procedura politica, maturazione filosofica, incompiutezza letterale, culturale ma nello stesso tempo perpetuo processo di costruzione del soggetto.

Quanto profondo si dovrebbe scovare per identificare le origini di quel ‘qualcosa’? Ma più di tutto: quanto profondo è quel profondo? E, una volta trovata la fonte, si riuscirà a tradurla nel giusto linguaggio?
Senza retorica si resterebbe amalgamati al nulla, sostanzialmente massa inerme, voluminosa inconsistenza materiale, inutile presenza. Pensieri che ogni istante, di ogni ora, sfrecciano veloci per arrestarsi contro il muro: il muro del blocco; che giornalmente diventa più sensibile. La routine destinata a ripetersi, finché, o fin-quando, non si vedrà l’aldilà – oltre il recinto. Di là non ci saranno occhi che vorranno vedere né orecchie che vorranno sentire ma ci sarai tu, e la tua comoda solitudine, triste scelta di vita, direbbe qualcuno. Saprai mai se le tue pupille saranno in grado di recepire l’immenso bagliore, l’accecante colore di un arcobaleno a metà? Attento però, fragile inconsapevolezza: l’abbaglio ti porterebbe al punto di partenza. Ripartire è la chiave, non la soluzione: per ora non resta che provarci.

Continua.

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